Il giovane, in tenuta da combattimento, tiene il cucciolo per il collo prima di scagliarlo nel vuoto
LONDRA – Sedici agghiaccianti secondi postati su Youtube potrebbero costare la corte marziale a un giovane marine americano di stanza in Iraq, immortalato mentre scaglia un cucciolo di cane di circa 8 settimane in un burrone, ridendo poi soddisfatto insieme a un altro soldato subito dopo la tremenda bravata. Nel video si vede il ragazzo, in tenuta da combattimento e con la mostrina US Marine in bella evidenza, che tiene il terrorizzato cagnolino per la collottola e gli sussurra “cute little puppy” (”cucciolo carino”), mentre il compagno a fianco ripete la frase scimmiottando la voce di un bambino.[...]
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SONO PROFONDAMENTE INDIGNATA, SCONVOLTA, ATTONITA E DELUSA DAL COMPORTAMENTO DI QUESTA PERSONA ..ANCOR DI PIU’ IN QUANTO E’ UN MARINE!CHE SCHIFO! disha
L’ultimo album dei Subsonica si sta rivelando una vera e propria miniera di idee ed iniziative: dopo “La Glaciazione” e “ L’ultima Risposta” scelti come singoli e “Canenero” diventato colonna sonora di una installazione artistica, ora è il turno di “QuattroDieci”, traccia numero sette del disco uscito lo scorso novembre.
Un articolo apparso sul sito de “La Stampa” rivela che la filiale italiana di FOX, rete televisiva che trasmette via satellite, ha scelto il brano per lanciare la nuova serie del telefilm cult “Lost”.
Samuel e compagni stanno girando in questi giorni il video della canzone nel capoluogo piemontese; andrà in onda il prossimo 7 aprile immediatamente prima dell’episodio numero uno. Al termine della serata poi, dopo le nuove avventure dei naufraghi sull’isola misteriosa, verrà proposto il backstage con immagini esclusive.[...]
A differenza di molti colleghi, ho capito soltanto molto tardi di voler diventare un regista: accadde tra il secondo e il terzo anno di università al Moorhouse College di Atlanta, Georgia. Il professore di cinema m’incoraggiò a dare un senso compiuto a tutta la pellicola di girato che avevo ed è stato allora che ho iniziato a voler diventare regista. Non avevo alcun parente che lavorasse in questo ambiente, e quindi da questo punto di vista non avrei avuto aiuti. Né mi sarebbe servito andarmene da Los Angeles e farmi strada da solo, bussando alle varie porte con una sceneggiatura in mano. [...]